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Dentro lo Stabilimento SIAD di Osio Sopra «Abbiamo decuplicato la produzione giornaliera di bombole per aiutare gli ospedali bergamaschi»

31 mar 2020

«Quando è arrivata la chiamata, nessuno si è tirato indietro. Tutti abbiamo dato la completa disponibilità a lavorare su turni, sette giorni su sette, anche con mansioni nuove». Giovanni Assolari, responsabile del Reparto Imbombolamento Gas, racconta dall’interno dello stabilimento SIAD di Osio Sopra l’impegno di tutti gli operatori per assicurare un’immediata risposta al crescente bisogno di bombole di ossigeno, impiegato nella cura dei pazienti con Covid-19.

In tempi record lo stabilimento SIAD di Osio Sopra ha rimodulato i processi, ripensato l’organizzazione e rivisto la logistica.

«Dal 7 marzo abbiamo potenziato la produzione, dedicandola quasi esclusivamente all’ossigeno, decuplicando il numero di bombole prodotto. Grazie al grande senso di responsabilità di tutti gli operatori, stiamo rifornendo con continuità l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’ospedale di Treviglio, l’ospedale di S. Giovanni Bianco, l’Humanitas Gavazzeni e diverse cliniche e case di cura nella bergamasca.

La capacità di riorganizzarci rapidamente e di formare al nostro interno gli addetti per un veloce cambio di mansione, ci ha permesso di organizzare una squadra specializzata nella produzione di ossigeno medicale con più di trenta operatori. Colleghi, nella maggior parte trasferiti dal reparto di produzione gas e miscele speciali, che hanno espresso all’unanimità il desiderio di essere d’aiuto, mettendosi a completa disposizione, in molti casi anche su iniziativa», prosegue il responsabile. «La competenza e la professionalità di ognuno hanno consentito anche di implementare una nuova organizzazione della attività, al fine di snellire e rendere il processo il più rapido possibile. In meno di 24 ore, recuperiamo dalle strutture ospedaliere le bombole di ossigeno vuote, procediamo all’igienizzazione esterna e alla bonifica di eventuali residui interni.  Seguono, poi, il riempimento, l’analisi di laboratorio e i check del corretto funzionamento delle valvole. Un processo che, per le ordinarie logiche produttive, può richiedere anche diverse settimane. Ora riusciamo a completare l’intero ciclo in meno di 24 ore senza ridurre il numero di controlli o la qualità del prodotto.

Anche la logistica è stata ripensata, sempre con l’obiettivo di accorciare i tempi di recupero delle bombole vuote e di consegna di quelle pronte all’uso, impiegate principalmente nei pronto soccorso, a bordo barella o letto. Dai passaggi settimanali, siamo arrivati a viaggi quotidiani. Inoltre, i centri di collaudo lavorano senza sosta e per evitare ogni minima interruzione del processo, abbiamo provveduto per tempo a ordinare tutti i materiali, i ricambi necessari, a recuperare anche bombole ancora fuori sede e a ordinarne di nuove grazie alla collaborazione con Tenaris.

Oltre alla tecnologia, alla spinta all’innovazione e alla capacità di rapida riorganizzazione di SIAD, il valore aggiunto è arrivato dalle persone. Per tutti noi questo momento è vissuto come una missione e l’impegno è totale, come il senso di responsabilità. Lavoriamo rispettando le norme di sicurezza, indossando mascherine, guanti protettivi e occhiali. Non è semplice per attività che richiedono un notevole sforzo fisico. Tutti noi di SIAD siamo uniti, una grande squadra, coraggiosa e instancabile ­­­­­che vuole aiutare a curare chi sta soffrendo».