Briciole di pane

News Header

News

Contattaci generico

Contattaci

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Chiamaci: +39.035.328.111

Scrivi a: siad@siad.eu

Multi-category-gradle Portlet

Asset entries from categories Portlet

Indietro

Pianificazione, assemblaggio e collaudo «Un lavoro di squadra per realizzare bombole nuove in tempi record»

14 apr 2020

SIAD_reparto_collaudo_bombole«Quando è emersa la crescita esponenziale della domanda di ossigeno medicinale, la macchina è scattata. Il personale dei Reparti Collaudo bombole del Gruppo SIAD si è riorganizzato, concentrandosi su un unico, comune obiettivo: assemblare rapidamente nuovi contenitori per consentire ai colleghi dell’imbombolamento di riempirli e indirizzarli ai centri di cura. E quando le richieste sono ulteriormente aumentate, è partita anche la chiamata alle altre filling station SIAD della Lombardia, della Liguria, della Toscana e del Friuli-Venezia e Giulia. E la risposta è arrivata con grande prontezza. Si è creata una grande grande squadra che ha lavorato in completa sinergia, un meccanismo sincronizzato che ha permesso di mettere in circolo migliaia di bombole in meno di due settimane».

Antonio Minissale, Responsabile della Pianificazione della Produzione Gas in bombole e Roberto Carelli, Responsabile del Reparto collaudo bombole dello Stabilimento SIAD di Osio Sopra, raccontano le settimane più intense, quelle in cui la domanda di ossigeno medicale, impiegato nella terapia del Covid-19, è cresciuta fino a dieci volte.

L’analisi dei dati, la gestione delle richieste e la pianificazione della produzione nelle prime ore dell’emergenza hanno garantito la rapidità e la continuità dell’approvvigionamento dei centri di cura, come spiega Minissale: «Dalla prima settimana di marzo abbiamo iniziato a ricevere nuove richieste, in costante e rapido aumento. Attraverso il monitoraggio dei dati, abbiamo previsto un ulteriore incremento per i giorni successivi, così abbiamo ritenuto indispensabile riorganizzare le attività all’interno dello stabilimento di Osio Sopra, concentrando le risorse nella produzione di ossigeno. Anche le unità sul territorio lombardo, Cinisello Balsamo e Brescia, hanno dato un fondamentale contributo. Nel momento di picco, abbiamo deciso di distribuire parte dei riempimenti, coinvolgendo anche le fillig station SIAD di Genova, Avenza (Massa Carrara) e Trieste che hanno risposto istantaneamente. La criticità principale è stata il reperimento di nuove bombole, perché riscontravamo il mancato rientro di quelle già in circolo a causa dell’ampio utilizzo. Così abbiamo preparato migliaia di contenitori tra ricollaudati e nuovi, in collaborazione con i nostri fornitori, tra cui Tenaris».

Prima di poter essere riempita di ossigeno medicinale, una bombola nuova deve essere assemblata e sottoposta a specifiche analisi e verifiche, affinché rispetti gli standard di sicurezza: «Si tratta di un processo tecnico – spiega Carelli – che prende avvio da un’ispezione della bombola esterna e interna con speciali lampade capaci di mostrare la presenza accidentale di elementi estranei. Successivamente, si sottopone la bombola a un essicamento spinto insufflando del gas ultra-secco per eliminare ogni traccia di umidità residua.   Infine, vengono montati la valvola e il cappellotto protettivo. Nel caso si tratti di contenitori non nuovi, che devono essere sottoposti a collaudo ogni dieci anni, questi vanno anche sottoposti a una prova idraulica a 300 bar per accertare l’integrità e l’uso in sicurezza. In queste settimane, in particolare dal 6 marzo, l’attività è stata principalmente di allestimento di nuove bombole, grazie anche al personale del centro di Cuneo che ci ha supportato. Allo stabilimento di Osio Sopra, abbiamo creato una linea dedicata, quasi una catena di montaggio, che ci ha permesso, grazie alla grande disponibilità di ogni collaboratore, di raggiungere questi numeri».

Da chi ha dato il massimo impegno, lavorando in smart working per l’analisi delle richieste l’organizzazione della produzione in base alle urgenze, a chi ha messo tutte le energie nei reparti per garantire la continuità del processo, un’unica motivazione ha dato un’enorme spinta: «Il poter dire– concludono Minissale e Carelli - di aver fatto la nostra parte e di aver messo tutte le energie senza mai tirarci indietro, per aiutare chi stava male».